Devo ammettere che fino a qualche mese fa non conoscevo Peter Cameron e non avevo mai letto nulla di suo. Sono rimasta folgorata da lui perché è proprio uno di quegli scrittori che sembra guardarti dentro e questo per me è stato un po’ inquietante, ma soprattutto è stato amore a prima vista. Sono partita dalla fine, dal suo ultimo libro Che cosa fa la gente tutto il giorno? Una raccolta di racconti scritti tra il 1984 e il 2014 e pubblicati da Adelphi nel 2023. Uno dei piccoli tesori di questa casa editrice. 

Che cosa fa la gente tutto il giorno?

Già il titolo parla e ci parla. Peter Cameron, attraverso il suo spirito di osservazione fa proprio questo: scandaglia vite alla ricerca della risposta a questa domanda, senza mai rimanere in superficie e senza mai giudicare, bensì entrando empaticamente in contatto con queste vite e facendo sentire anche noi lettori parte di esse. Anzi, ci fa sentire che sta parlando proprio a noi. 

12 racconti che narrano le storie di 12 vite o spaccati di vite e di rapporti tra persone diverse, in momenti diversi della vita. Un viaggio nell’animo umano che ci fa vedere il lato più fragile, sfaccettato e complesso delle persone, che ci mostra persone che sopravvivono alla morte di una persona cara, persone che compiono scelte drastiche, persone che perdono tutto e devono ricominciare daccapo, persone che hanno dei segreti. Situazioni che l’autore indaga ben oltre la superficie, 

Normalmente non mi fermerei mai a guardare qualcuno che dorme sulla spiaggia, ma quando lo avevo conosciuto non mi ero comportato normalmente, ed è questo il modo in cui ci s’innamora: non essendo se stessi, oppure essendolo troppo, o ancora lasciandosi andare, e io avevo fatto una di queste cose o forse tutte e tre insieme

Facciamoci stregare

Peter Cameron mi ha stregato soprattutto per la facilità che sembra avere nell’indagare l’animo umano, le piccole grandi debolezze di una società che non sembra essere più capace di relazionarsi col prossimo, per la capacità di raccontare storie che parlino a tutti noi e ci facciano porre delle domande, senza minimamente giudicare. Tutti questi racconti hanno in comune la sofferenza, quella sofferenza che manda in crisi e ci rende consapevoli della necessità di un cambiamento per uscire dalla morsa del dolore. Forse non sempre il cambiamento che scegliamo di mettere in atto è quello giusto, ma l’importante è non stare nell’immobilità della sofferenza, perché solo così riusciremo a trovare noi stessi. 

Grazie Peter Cameron per questo piccolo gioiello. 

Stregata da lui ho subito dopo letto anche Un giorno questo dolore ti sarà utile, a brevissimo la recensione. 

 

Titolo: Che cosa fa la gente tutto il giorno?

Titolo originale: Aria

Autore: Peter Cameron

Traduzione: Giuseppina Oneto

Casa Editrice: Adelphi

Pagine: 188

Ti prendo e ti porto via è uno dei primi libri di Ammaniti che ho letto ed è stata la consacrazione di un amore che dura ancora oggi. 
Ti prendo e ti porto via è ambientato in un paesino del Lazio, Ischiano Scalo, dove corrono parallele la storia di Pietro Moroni, seconda media, una famiglia disastrata e tutti i problemi dell’adolescenza, e quella di Graziano Biglia, musicista fallito che rientra nel paese natale per aprire una jeanseria. Storie di periferia che si dipanano tra momenti tragicomici descritti con maestria e abilità e momenti molto profondi e a volte commoventi.
 

L’adolescenza difficile di Pietro

Pietro è un ragazzino alle prese con i problemi dell’adolescenza, i bulli della scuola, il primo amore, il senso di inadeguatezza, il desiderio di essere accettato, la paura di essere diverso. Il tutto senza avere alle spalle una famiglia che lo supporti. Pietro ha due grandi passioni: la sua amica Gloria (e suo grande amore segreto) e i piccoli animaletti. E’ costretto a crescere un fretta, destreggiandosi tra una famiglia malandata (una madre depressa e un padre alcolizzato e violento) e una scuola miseramente incapace di proteggerlo dai bulli. E cos’ “il cazzone” come lo chiamano i bulletti è spesso costretto ad affrontare situazioni più grandi di lui e a trovare da solo la via per la salvezza. 

Graziano Biglia, l’eterno ragazzo

Graziano Biglia, musicista e dongiovanni semi-fallito, dopo aver girato il Sudamerica suonando, si innamora di una valletta televisiva e sogna di sposarla e aprire una jeanseria con lei. Torna quindi al suo paesino natale, Ischiano Scalo appunto, per preparare tutto il necessario per l’arrivo di Erica Trettel.
Le cose non andranno proprio come previsto, ma si apriranno nel frattempo possibilità interessanti per lui. Incontra infatti la professoressa Flora Palmieri uno dei personaggi ottimamente riusciti di questo romanzo, insegnante di Pietro e Gloria, ma non saprà gestire in modo adeguato il rapporto con lei. 
 

Ti prendo e ti porto via

Le due storie scorrono parallele, toccandosi appena di tanto in tanto e unendosi poi nel finale. In un continuo di episodi tragicomici, situazioni grottesche e scherzi del destino si fanno strada i vari personaggi così assurdi e strampalati eppure così orrendamente reali, a volte ai limiti del paradosso. Sullo sfondo si consuma la tragedia di un ragazzino che non sa se sopravvivrà a quel passaggio vorticoso della vita che è l’adolescenza, e quella di un uomo-ragazzino che ha il non-dono di fare sempre la scelta sbagliata. 
La trama è intessuta magistralmente, eventi e personaggi si incastrano l’uno con l’altro come tessere di un puzzle fino a quell’epilogo inatteso e spiazzante, dove però tutto sembra trovare il proprio posto. I personaggi sono veramente ben delineati, con caratteristiche peculiari e alcuni di loro sono veramente caratteristici e in alcuni momenti poi ci si scompiscia letteralmente dalle risate. Ammaniti si dimostra già quell’abile narratore che poi troverà in Io non ho paura la sua consacrazione. Personaggi egregiamente delineati, perfetto equilibrio tra tragico e comico e finale con sorpresa. Cosa vogliamo di più?
 

Ma vogliamo parlare di Italo Miele?

Non potevo non dedicare uno spazio a quel personaggio straordinario che è Italo Miele. Si tratta di un personaggio secondario, ma indimenticabile. E’ il bidello della scuola di Pietro e Gloria, un uomo obeso e rozzo, che si rende protagonista lungo tutto il romanzo di scene tragicomiche. Tradisce spesso la moglie con delle prostitute ed è proprio con una delle sue prostitute preferite che si rende protagonista di una delle scene più esilaranti di tutto il romanzo, ai limiti del grottesco. Vi assicuro che non dimenticherete tanto facilmente Italo Miele.

Fun facts

Concludo con due piccole curiosità. La prima riguarda i nomi dei personaggi di Niccolò Ammaniti, che sono spesso interessanti e mai banali, spesso anzi comici, grotteschi e quasi sempre perfettamente aderenti alla personalità. Italo Miele o Quattroformaggi sono degli ottimi esempi. La seconda curiosità riguarda il fatto che da questo romanzo nasce la canzone omonima di Vasco Rossi, Ti prendo e ti porto via

 

Titolo: Ti Prendo e Ti Porto Via

Autore: Niccolò Ammaniti

Casa Editrice: Einaudi

Pagine: 522