Chi non conosce Assassinio sull’Orient-Express? Questo romanzo di Agathe Christie è così famoso e conosciuto che recensirlo crea inevitabilmente un certo timore referenziale, o quanto meno è così per me. Ad ogni modo, io considero questo romanzo uno dei capolavori della Christie, insieme a Dieci Piccoli Indiani (clicca qui per leggere la recensione). Sono i due romanzi dove, a mio parere, più si vede la genialità di questa autrice e la magistralità della sua scrittura. 

Trama

La trama di Assassinio sull’Orient-Express è nota ed evoca da sempre immagini suggestive. Il libro inizia in Siria, ad Aleppo, dove il nostro celeberrimo Hercule Poirot si accinge a salire sul Taurus Express diretto a Istanbul. Solo due passeggeri viaggiano insieme a lui: Mary Debenham un’istitutrice inglese proveniente da Baghdad e il colonnello Arbuthnot, anch’egli inglese. Entrambi sono diretti in Inghilterra e prenderanno poi l’Orient-Express a Istanbul. Poirot, invece, ha deciso di fermarsi qualche giorno a Istanbul per visitare la famosa città. Tuttavia, poco dopo il suo arrivo in hotel, un telegramma lo richiamerà immediatamente in Inghilterra per affari urgenti. A malincuore deve desistere dai suoi propositi e prenderà anche lui l’Orient-Express delle nove. Il treno è stranamente pieno per questo periodo dell’anno.

È solo grazie all’amico Bouc, membro del consiglio di amministrazione della compagnia internazionale dei wagon-lits, che Poirot riuscirà a trovare posto nel treno, occupando l’unico posto libero nel vagone di prima classe Istanbul-Trieste-Calais. Insieme a lui nel vagone 

Persone di diverse classi sociali, diverse nazionalità e diversa condizione, che per tre giorni, estranee tra loro devono stare raggruppate insieme. Mangiare e dormire sotto lo stesso tetto, per così dire, senza potersi allontanare troppo l’una dall’altra. E dopo tre giorni si separeranno, ognuno andrà per la sua strada e non si rivedranno più, probabilmente. 

Quando il treno arriva a Belgrado è notte e la quantità di neve caduta è così costringe il convoglio ad un lungo stop. Al mattino, al momento della colazione, la macabra scoperta: Mr. Ratchett, che occupava lo scompartimento accanto a quello di Poirot è stato ucciso in maniera misteriosa. Hercule Poirot viene chiamato ad indagare e farà, come sempre, sfoggio del suo acume e del suo incredibile fiuto. 

Il genio creativo

Indizi rivelatori, risvolti inaspettati, tredici sospettati e un fiuto formidabile condiscono questo romanzo scritto nel 1933. 

Che dire di Agatha Christie che non sia già stato detto e ridetto, scritto e riscritto? Assassinio sull’Orient-Express è uno dei suoi romanzi più famosi, è acuto e disorientante. Come in Dieci Piccoli Indiani, il finale è inaspettato e spiazzante. Non si può non apprezzare, ancora una volta, la genialità della Christie, che riesce a non farci capire fino in fondo cosa succede e come il garbuglio si risolverà. Si dice che l’autrice abbia scritto questo libro in una stanza del Pera Palas Hotel di Istanbul, che ospitava passeggeri dell’Orient-Express. La scrittura è come sempre diretta e scorrevole, è una scrittura all’apparenza semplice, adatta a tutti, ma la verità è che la Christie era una penna geniale, capace degli inganni più sublimi ai danni del lettore. Semina indizi qua e là come briciole di Pollicino, ma raramente riusciamo a scoprire la verità. La sua è una scrittura magistrale, punto. E dico questo senza tema di smentita. 

Come in tutti i suoi libri, anche in Assassinio sull’Orient-Express non mancano le descrizioni accurate, un’ambientazione verosimile e dei personaggi molto ben caratterizzati. Il suo stile è curato ed elegante, ma la gran dama è, qui come negli altri suoi romanzi, la trama, sempre ben costruita, costellata di incastri, deduzioni, suspense, intuizioni che invogliano sempre il lettore a provare a trovare il colpevole prima della fine. Raramente, tuttavia, ci si riesce. 

Sono passati tanti anni dalla stesura di Assassinio sull’Oriet-Express, ma i romanzi della Christie sono libri senza tempo, che tutti dovrebbero leggere. Oltre ad Assassinio sull’Orient-Express e Dieci Piccoli Indiani, consiglio anche Poirot sul Nilo

«Dimostri che l’impossibile può essere possibile!»

«Bella frase, questa, caro Bouc!» approvò Poirot. «L’impossibile non può essere accaduto; quindi l’impossibile deve essere possibile, nonostante le apparenze.»

 

Assassinio sull'orient-Express

Titolo: Assassinio sull’Orient-Express

Titolo originale: Murder on the Orient-Express

Autrice: Agatha Christie

Traduzione: Alfredo Pitta

Casa editrice: Mondadori

Pagine: 278

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