Come trovare il tempo per leggere in queste nostre vite così frenetiche e impegnate? È una domanda che mi viene rivolta spesso e io rispondo a modo mio naturalmente. Sul web ci sono molti ‘guru’ che promettono che seguendo i loro consigli si possono leggere 50 e più libri all’ anno anche se si è super impegnati. Io credo che non sia importante la quantità di libri che leggiamo, credo che l’unica cosa davvero importante sia leggere, tanto o poco non importa. Ognuno con i propri ritmi e con le proprie esigenze. Senza necessariamente fare una gara a chi legge di più. Ecco qui i miei consigli per trovare il tempo per leggere, basati sui diritti del lettore stilati da Daniel Pennac nel suo libro Come un romanzo.

Programmare momenti dedicati e/o orari regolari per la lettura

Prima di addentrarmi nel magico mondo dei diritti del lettore di Pennac, ci tengo particolarmente a parlarvi dell’importanza di un momento dedicato alla lettura. Non per tutti funziona bene il consiglio, che spesso si legge in articoli sul web, di approfittare di ogni momento libero, anche solo dieci minuti, per leggere. Ci sono persone che non riescono a staccare facilmente la mente dal lavoro, dalla famiglia, dalla frenesia delle nostre giornate, e queste persone non riusciranno a leggere in dieci minuti liberi, al massimo rimarranno dieci minuti a fissare la stessa pagine, mentre rimuginano su questo o quel problema, su questa o quella faccenda da sistemare, sui bambini da andare a prendere. Questo potrebbe non aiutarle a trovare il tempo per leggere. 

Non servirebbe a nulla!

Può sembrare banale, ma vi assicuro che programmare orari regolari dedicati alla lettura funziona alla grande. Può sembrare che sia solo un altro modo per organizzare il tempo e qualcuno potrebbe dirmi che se si sente obbligato a leggere in quel momento perché è quello che da agenda è dedicato alla lettura, la qualità ne risenta. Tuttavia, io credo che la cosa importante sia scegliere bene gli orari che vogliamo dedicare alla lettura, e soprattutto far diventare questo tempo un momento prezioso della nostra giornata o settimana, un momento da anelare, un rito irrinunciabile.

A questo punto non sarà più importante se questo tempo sarà mezz’ora, un’ora o più, sarà un tempo che ci siamo conquistati e che quindi saremo più propensi a non voler sprecare con distrazioni o sostituendolo con altro. Questo tempo, non è un tempo normale, è un tempo speciale che dedichiamo a coccolarci e per questo è molto prezioso e difficilmente rinunciabile.

 

  1. La lettura non è una gara di quantità o velocità e nemmeno un obbligo, ovvero il diritto di non leggere

La lettura è una cosa molto personale, c’è chi legge molto, chi legge poco, chi legge velocemente e chi lentamente. Inoltre, non tutti i libri sono uguali, ci sono libri più leggeri e libri più impegnativi. Per questo considerare la lettura una gara a chi avrà letto più libri alla fine dell’anno non vi aiuta di certo a trovare il tempo per leggere.

Se leggiamo solo per raggiungere uno scopo legato alla quantità, rischia di venire meno il piacere, che è e deve essere in cima ai nostri motivi per leggere. Obbligarsi a leggere rischia di andare a ledere quelli che per Pennac sono i diritti del lettore,il primo dei quali è il diritto di non leggere, perché leggere non deve essere un obbligo, non si deve farlo per forza. La lettura dev’essere un piacere e solo se leggiamo con piacere potremo ricavare dai nostri libri insegnamenti, conoscenze, spunti di crescita e di riflessione. Quindi il mio primo consiglio è: TAKE IT EASY, prendila con leggerezza e vedi la lettura come un piacere. Per le cose che ci piacciono davvero alla fine il tempo lo troviamo.

Se non ci piace non facciamolo. E non importa nemmeno la quantità di tempo che riusciamo a ricavarci, è importante che sia tempo dedicato.

  1. Non sentiamoci obbligati a leggere tutto, ovvero il diritto di saltare le pagine

A volte saltiamo il momento lettura perché siamo arrivati in qualche punto del libro che troviamo noioso o poco appassionante e quindi da un lato non vediamo l’ora che quelle pagine siano finite per sapere come procede la storia, ma dall’ altro non abbiamo molta voglia di riprendere quelle pagine noiose. Io sono d’accordo con Pennac, smettiamo di sentirci in colpa perché vogliamo saltare delle pagine che noi riteniamo inutili, saltiamole e basta, e proseguiamo con la nostra lettura che tornerà ad essere un piacere.

  1. Avere aspettative adeguate, ovvero il diritto di non finire un libro

Con aspettative adeguate non mi riferisco a una cosa come scegliere i libri in base al nostro grado di istruzione, o sciocchezze simili. Quello che intendo è che è importante scegliere il libro o i libri da leggere sulla base di quanta attenzione pensiamo di poterci dedicare. Non tutti i momenti sono uguali, non tutti i periodi sono uguali.

Se stiamo vivendo un momento difficile o particolarmente faticoso o impegnativo della nostra vita non significa che dobbiamo necessariamente smettere di leggere. Basta scegliere un libro meno impegnativo, qualcosa di più adatto al momento che stiamo vivendo e alla concentrazione che abbiamo.

E se un libro non vi piace non abbiate alcuna remora ad abbandonarlo. Il diritto del lettore di non finire un libro è un diritto sacrosanto.  

  1. Il fascino dei libri che abbiamo amato, ovvero il diritto di rileggere

Se la lettura è un piacere, perché negarci il piacere di rileggere un libro già letto? A volte la seconda lettura è addirittura migliore della prima e rileggere un libro che abbiamo molto amato dà una carica speciale e rende il momento della lettura un rito quotidiano a cui non vogliamo rinunciare. Quindi bando a qualunque remora, rileggete pure i libri che vi sono tanto piaciuti e riassaporate le parti di essi che avevate dimenticato! Il tempo per leggere si trova sempre quando stiamo leggendo qualcosa che ci piace tanto, no?

  1. Tutti i libri vanno bene, ovvero il diritto a leggere qualsiasi cosa

A volte ci sentiamo intimoriti dalle persone che leggono “solo libri impegnati” o “solo saggi, perché i romanzi sono una perdita di tempo”, e ci sentiamo giudicati se non leggiamo anche noi gli stessi tipi di libri. Questo può inibire la lettura e di conseguenza non troviamo il tempo per leggere. Io trovo che, invece abbia ragione Pennac, rivendichiamo il nostro diritto a leggere qualunque cosa vogliamo, anche se è un libro leggero, o quello che qualcuno potrebbe definire “un cattivo libro”.

Nessuno ha il diritto di giudicare le scelte di lettura degli altri!

  1. Emozioniamoci, ovvero il diritto al bovarismo

Questa è una delle cose che preferisco della lettura, emozionarmi. È meraviglioso ridere, piangere, soffrire, angustiarsi e gioire insieme ai personaggi di una bella storia, entrare nella storia così tanto da sentircela sulla pelle. Se pensate di non riuscire a trovare il tempo per leggere, cercate di ricordarvi come vi sentite quando leggete una bella storia, sono sicura che non vorrete più privarvi di queste sensazioni!

  1. L’angolo di lettura, ovvero il diritto di leggere ovunque

Come accennato prima, è importante che il tempo per la lettura sia un tempo dedicato, che diventa prezioso perché è un momento per coccolarci. È quindi importante avere un nostro angolo di lettura, uno spazio nostro in cui ci piace tuffarci in un buon libro, magari con una bella tazza di tè caldo in inverno o una limonata fresca d’estate. Momenti magici! Questo aiuta a rendere la lettura un rito quotidiano di cui non potrete più fare a meno.

Tuttavia ciò non significa che si debba leggere solo in un tempo e in un luogo dedicati. Ogni luogo può diventare un angolo lettura, se non abbiamo problemi a concentrarci anche in mezzo ad altra gente. Possiamo quindi scegliere di spostarci con i mezzi pubblici invece che con l’auto e sfruttare quel tempo per leggere, oppure mentre siamo in coda dal medico, al supermercato, o come dice Pennac, perfino in un gabinetto!

  1. Non sempre la quantità di tempo è determinate, ovvero il diritto di spizzicare

“È la libertà che ci concediamo di prendere un volume a caso della nostra biblioteca, di aprilo dove capita e di immergercisi un istante, proprio perché solo di quell’istante disponiamo.”

Questo diritto che noi lettori abbiamo è molto importante perché può essere un motore per ripartire a leggere, per conquistarci il nostro tempo dedicato alla lettura, perché sfogliando un libro a caso nella nostra biblioteca potremmo rimanere folgorati o rapiti da ciò che leggiamo, al punto da dover per forza trovare un nostro momento per continuare quel libro. E ci dice che anche quando pensiamo di non avere tempo, un po’ lo possiamo trovare anche solo per curiosare tra le pagine.

  1. La magia del suono delle parole, ovvero il diritto di leggere ad alta voce

“L’uomo che legge a viva voce si espone completamente agli occhi che lo ascoltano…”

Leggere ad alta voce è magico, io l’ho provato sulla mia pelle e vi assicuro che è un’emozione. Proprio quando pensavo che non avrei potuto trovare il tempo per leggere un altro libro, inizio quella che potrebbe sembrare una “mission impossibile”: leggere Il Conte di Montecristo ad un amico che non riesce a leggere. È una scommessa con me stessa, non posso credere che ci sia chi non riesce ad emozionarsi con un libro. E così è iniziata la nostra avventura insieme a Edmond Dantès ed è qualcosa di magico e di potente. Io leggo, lui ascolta e insieme ci immergiamo in questa fantastica storia e ci sproniamo poi a vicenda per trovare il tempo nelle nostre frenetiche vite da dedicare a questa lettura. Meraviglioso!

Un’alternativa può essere unirsi a un gruppo di lettura. Avere un obiettivo comune può sicuramente aiutare a ricavarci il tempo per leggere e gli stimoli che riceviamo dalla discussione con altri che stanno leggendo o hanno letto lo stesso libro sicuramente possono ispirarci nella scelta di altri testi da leggere insieme.

  1. La magia del silenzio, ovvero il diritto di tacere

L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire. Non gli offre alcuna spiegazione definitiva sul suo destino ma intreccia una fitta rete di connivenze tra la vita e lui”.

Ecco, io penso che questo significhi che non si deve necessariamente parlare, condividere, dire tutto sulle nostre letture, perché sono momenti nostri e a volte vogliamo proprio che rimangano così, solo nostri. E sono magici e irrinunciabili, quindi perché non fare un piccolo sforzo per ricominciare a leggere?

Buona lettura a tutti!

 

Ed eccoci qua con la lista dei libri migliori del 2019. Il 2019 è finito e, come è tradizione, questo è un periodo di bilanci e propositi. Io non sono mai stata brava con i propositi e, di conseguenza, fatico anche a fare bilanci a fine anno. Mi viene più facile vivere di giorno in giorno, cercando sempre il meglio in me e in quello che la giornata mi offre, facendo del mio meglio per affrontare le difficoltà. Con risultati a volte migliori, a vote peggiori, naturalmente.

Tuttavia, c’è un bilancio che mi piace fare, ed è quello che riguarda le mie letture. Non tanto in quantità, sapete già che sono una lettrice slow e che non mi importa la quantità di libri che leggo, bensì la qualità della lettura. Ciò detto, devo confessare che mi piacerebbe leggere di più (a chi non piacerebbe?), che mano a mano che finisco un libro, mi sembra sempre che quelli che vorrei leggere aumentino costantemente e ho a sensazione di non leggere mai abbastanza. Del resto, l’inquietudine fa parte di me da sempre e ho imparato ad amarla (anche se a volte l’ho odiata) e a conviverci. In fondo, è stata proprio la mia inquietudine a permettermi di vivere le esperienze migliori, più elettrizzanti e più formative della mia vita, perciò posso solo ringraziarla, no?

Il mio anno libroso

Ma torniamo ai libri. L’anno appena trascorso è stato per me un anno di buoni libri (con qualche eccezione) e di grandi conferme e voglio condividere con voi la mia  lista dei migliori libri del 2019. Chi di voi mi conosce lo sa che quasi mai  leggo un libro nello stesso anno della sua uscita, preferisco solitamente farli decantare e approcciarli con un sentimento diverso dall’euforia della novità. Quest’anno ho fatto un’eccezione, ma, tolta questa, troverete in questa lista per lo più libri pubblicati in anni diversi al 2019, ma letti nel 2019, e qualche classico, categoria per la quale nutro un amore spassionato. 

Naturalmente procederò, come è mia abitudine, alla rinfusa. 

 

Aldous Huxley, il mondo nuovo, romanzo distopico

Aldous Huxley, Il Mondo Nuovo

Che dire de Il mondo nuovo  che non sia già stato detto? Un libro che tutti dovremmo leggere, a partire dai ragazzi a scuola, un romanzo di visionaria crudeltà, pur non avendo al suo interno nessun vero momento di violenza in senso letterale. Un romanzo che parla di manipolazione, controllo del pensiero, bisogno di stabilità e assenza di libertà mascherata attraverso benessere e apparente felicità. Un’opera che, attraverso una lucida analisi del potere del condizionamento, denuncia ferocemente una società votata al consumismo e al materialismo. La penna di Huxley è stata immeritatamente sottovalutata nel mondo della narrativa e merita di essere riportata al valore che ha. 

 

Stefania Auci, I leoni di Sicilia

Eccolo, l’unico libro che ho letto uscito nel 2019. Tante cose ho letto e sentito su questo libro, come quasi sempre accade ai buoni libri. Tante lodi sperticate, tante critiche serrate. Pur rispettando naturalmente i gusti di ciascuno, personalmente dissento da chi considera il libro noioso e non valido, in quanto penso che questo primo libro della saga della famiglia Florio sia scritto bene e narri una storia ricca di tante cose, dai sentimenti alla storia d’Italia, dagli usi e costumi del popolo siciliano, alle grandi imprese di una famiglia. Per questo l’ho inserito tra i migliori libri del 2019 per me. 

È una storia che profuma di spezie e di vino, che passa attraverso le peripezie storiche dell’Italia dell’Ottocento e lo fa attraverso le vicende di una famiglia che emigra povera dalla Calabria e si costruisce un nome e una posizione a Palermo, sotto gli occhi vigili, critici e soprattutto invidiosi dei suoi concorrenti. La storia di quanto sappia abbassarsi l’essere umano spinto da sentimenti bassi e beceri come l’invidia e la gelosia, la storia di come la caparbietà dell’amore sappia vincere anche le malelingue più spietate e possa perdonare anche l’egoismo più grande. La lingua è molto curata e le incursioni del dialetto siciliano, lungi dall’appesantire, arricchiscono invece i dialoghi. Non vediamo l’ora di sapere cosa ne sarà dei Florio!

 

Umberto Eco, Il nome della rosa

Che posso dire di fronte a cotanta abilità stilistica e narrativa, se non inchinarmi dinanzi al maestro? Di Eco si possono dire tante cose, ma di certo non che non sappia scrivere, anzi lo si può forse ‘accusare’ del contrario, di saper scrivere fin troppo bene, di avere uno stile troppo raffinato per certi grezzi nostri palati. Ad ogni modo, questo libro è un capolavoro che non può mancare nelle vostre librerie, un romanzo che non solo tiene incollati alle pagine pur sapendo già come andrà a finire, ma arricchisce anche con molte informazioni e personaggi storici del medioevo. Chi non l’avesse ancora fatto, corra insieme a Guglielmo da Baskerville e ad Adso nella basilica dei misteri!

 

Arthur Schnitzler, Doppio Sogno

Una novella tra le più belle di Schnitzler, scrittore austriaco contemporaneo di Freud e giunto, per vie diverse da quelle dello psicanalista, a conclusioni analoghe. L’inconscio è senz’altro uno dei protagonisti di questa storia, che è un viaggio nella psiche umana. Ambientata in una Vienna borghese, ha come protagonisti un medico borghese e sua moglie, la cui felicità ovattata viene messa in discussione in una notte nella quale mille cose accadono, o forse nessuna. In un continuo salto tra sogno e realtà, tra realtà talmente inverosimili da sembrare sogni, e sogni tanto vividi da sembrare realtà, si svolge il filo di segreti desideri e spazi di tenebra che scoperchiano un mondo irrazionale che i valori della società borghese razionale impongono di soffocare a beneficio della sua rispettabilità. Un viaggio tradotto splendidamente in immagini dal grandissimo e compianto Stanley Kubrik nel suo ultimo capolavoro Eyes Wide Shut. 

Elena Stancanelli, Venne alla spiaggia un assassino

Un libro scorrevolissimo, ma che parla di un fenomeno complesso e controverso. La Stancanelli si è presa la briga di fare quello che tutti quelli che hanno la polemica facile dovrebbero fare: imbarcarsi su una nave di quelle che salvano le persone in mare. Perché tante persone sono dei leoni dietro le loro tastiere, all’interno delle calde mura delle loro case sicure o, peggio ancora, all’interno di un sistema politico che oramai tutto tollera e nulla più censura. Ma cosa farebbero di fronte a quei corpi che stanno annegando, di fronte a quegli occhi che li guardano implorandoli di salvar loro la vita? Con quale sadica indifferenza, con quale cinismo saprebbero voltarsi dall’altra parte, infrangendo non solo tutte le possibili leggi morali, ma anche la ben più pratica legge del mare? Un libro che vuole combattere l’ignoranza che fa capo a tutto l’odio che pervade il nostro tempo. 

Luca Leone, Tre serbi, due musulmani e un lupo

Piacevolissima scoperta per me quella di un Luca Leone romanziere, che non poteva mancare nella lista dei migliori libri del 2019. Dopo la sua vasta produzione di saggi sulla ex Jugoslavia ( e la sua ancor più vasta, per non dire immensa, conoscenza del mondo dei Balcani e delle sue sofferenze) spunta questo piccolo gioiello, scritto a quattro mani con Daniele Zanon con un eccellente risultato. Un romanzo forte, ma allo stesso tempo tenero, spietato, ma allo stesso tempo dolce e caparbio. Questi cinque tredicenni, parola mia, vi entreranno nel cuore. 

La Via di Michael Puett recensione

Michael Puett, La Via

Compendio delle più famose filosofie cinesi che possiamo mettere in pratica nella nostra vita di ogni giorno con evidenti benefici. Tanti maestri passano per queste pagine e fanno sicuramente venir voglia di saperne di più su ciascuno di loro. 

Ma Jian, Pechino è in coma

Pechino passa in una notte dall’euforia delle proteste all’angoscia della repressione armata. Piazza Tienanmen, giugno 1989: una delle più sanguinose repressioni degli ultimi decenni, l’esercito che spara su manifestanti pacifici, carri armati che invadono la piazza incuranti delle persone. La storia delle proteste raccontata dal letto divenuto quasi tomba di uno studente finito in coma a seguito di una pallottola durante la terribile notte tra il 3 e il 4 giugno 1989. Un racconto stupendo e terribile di un popolo che ancor oggi non smette di usare la violenza per soffocare aneliti di libertà. 

Vi capita mai di mettere il libro che state leggendo in borsa o nello zaino per portarlo con voi e al momento di tirarlo fuori scoprire che si è sgualcito? Che la copertina flessibile si è piegata? O che qualcosa si è infilato in mezzo rovinandone alcune pagine? Per me, che che vado al lavoro in treno, è un problema all’ordine del giorno. Per quanto mi impegni per starci attenta, succede spesso l’irreparabile. E quant’è triste quando accade?

Amo tantissimo i miei libri e, anche se mi piace vederli vissuti, non mi piace affatto vederli sgualciti o rovinati. Faccio di tutto perché questo non accada, con mille difficoltà, perché nella borsa ho N-mila cose (come tante donne, del resto!). Ma non sempre ci riesco, e del resto, non posso certo rinunciare a portare il libro con me.

 E poi un giorno, ricevo questo bellissimo regalo. Quando l’ho ricevuto mi sono illuminata.

Il mio nuovo Book-a-porter

Si tratta di un borsello fatto apposta per portare il mio libro sempre con me, senza che si rovini in borsa o nello zaino. Dunque, un regalo utilissimo, e poi è bellissimo! L’amica che me l’ha regalato ha scelto appositamente per me l’immagine del te, sapendo che lo amo molto. 

Inoltre, vogliamo parlare di questo? Reading is sexy! Appena l’ho visto ho pensato che ci aveva proprio azzeccato! Non pensate anche voi che leggere sia sexy?

Ho subito provato a inserirci dentro il libro che sto leggendo e, come potete vedere, è perfetto!

Mi è piaciuto così tanto questo regalo che sono andata a curiosare nel loro sito e ho deciso di scrivere questo articolo non perché me l’abbiano chiesto loro (anzi, non lo sanno nemmeno!), ma perché penso che facciano qualcosa che vale veramente la pena di essere conosciuto e divulgato. E voglio che tutti voi lo sappiate!

Tutti i loro portalibri, portatablet eccetera sono interamente fatti a mano e usano spesso materiali di recupero e di riciclo, cosa che apprezzo tantissimo. Hanno vari modelli e misure, dal portalibro classico, al porta e-reader, al porta spartiti o quadernoni! Alcuni sono dotati anche di taschine per gli occhiali o la matita (compagna indispensabile e irrinunciabile delle mie letture!)

Potete accedere al loro sito da qui. Dateci un’occhiata anche voi, ne hanno per tutti i gusti e per tutte le misure, e troverete sicuramente qualcosa di perfetto per voi! Se ne avete voglia, potete anche farmi sapere quale avete scelto. Io, nel frattempo, torno a curiosare, perché sicuramente comprerò dei portalibri di altre misure!

La parola estate evoca colori, sapori, odori… Immagini di case delle vacanze, campeggi, terrazze sul mare, sabbia, asciugamani, l’acqua che accarezza la pelle, il sole che la colora, lunghe camminate in montagna, serate a mangiare anguria con gli amici, aperitivi, gonne che svolazzano, leggerezza. L’estate è tutto questo e molto di più: è divertimento, ma anche riposo dopo un lungo anno di lavoro.

Le cose che adoro dell’estate

Non amo particolarmente l’estate, perché soffro il caldo terribilmente, ma adoro i lunghi pomeriggi sulla sdraio in riva al mare, con la brezza fresca che sale dall’acqua e mi accarezza il viso, mentre tengo tra le mani un mio adorato libro. Adoro le alzatacce all’alba per andare ad esplorare qualche nuovo sentiero di montagna, mangiare in un rifugio, con lo spettacolo delle Dolomiti davanti agli occhi e poi finire la giornata con una coperta stesa sul prato e un adorato libro tra le mani. Amo le grandi mangiate di anguria con gli amici e quel magico senso di appagamento che dona questo meraviglioso frutto che scende fresco in uno stomaco caldo. Adoro gli abiti di lino che si appoggiano appena alla pelle, accarezzandola delicatamente mentre, in una sera d’estate, passeggio in centro nella splendida città nella quale abito.

Insomma, meglio sarebbe dire che amo quasi tutto dell’estate, tranne il caldo afoso di questa zona di mondo in cui mi è concesso di abitare. Ma più di ogni cosa, amo dell’estate la libertà di non dover andare al lavoro, staccare la spina dal dovere e attaccarla ai miei amati libri. E finalmente non pensare ad altro, solo ad immergermi in nuove storie, in nuovi viaggi verso destinazioni sempre nuove ed eccitanti.

Quest’estate 2019 non fa certo eccezione e anche quest’anno mi sono goduta e mi sto godendo la mia buona dose di libri, di nuove storie che mi piacerebbe condividere con voi.

Cosa leggiamo in spiaggia?

Per quanto riguarda le letture estive, credo che ci siano due tipologie di persone. C’è chi d’estate ama leggere libri leggeri, poco impegnati, perché dopo un anno di duro e intenso lavoro tra ufficio e famiglia, non si desidera altro che qualche pagina leggera in cui perderci, senza pensare troppo. E poi c’è chi, come me, non vede l’ora che arrivino le vacanze per dedicarsi anche a qualche lettura più impegnata, dal momento che ho finalmente la testa un po’ più libera.

Dunque, ecco a voi le mie letture di quest’estate, che non è ancora finita e chissà cos’ altro ci regalerà? Accanto a ogni libro trovi il link per la relativa recensione e anche il link per l’acquisto.

Due di due di Andrea de Carlo

La storia di un’amicizia che percorre l’Italia degli anni Sessanta, Settante e Ottanta. Mario e Guido vi entreranno nel cuore e non potrete lasciarli più.

Arrivederci piccole donne di Marcela Serrano

Se da piccole avete amato Piccole Donne adorerete questa rivisitazione in chiave cilena del romanzo della Alcott. Seguirete le quattro cugine fino alla fine!

Il nome della Rosa di Umberto Eco

Un must nella nostra libreria, una storia di delitti, misteri e complotti in un’antica abbazia medievale.

Dieci piccoli indiani di Agatha Christie

Uno dei capolavori della Regina del giallo, che con la sua penna fine, precisa e mai volgare ci conduce in un’isola sulla quale si sono radunati dieci assassini…

La Via di Michael Puett e Christine Gross-Loh

Un manuale ricco di piccole perle che ci donano una parte della saggezza delle filosofie cinesi antiche, mostrandoci come siano applicabili alla nostra vita quotidiana anche oggi