trovare il tempo per leggere

Come trovare il tempo per leggere in queste nostre vite così frenetiche e impegnate? È una domanda che mi viene rivolta spesso e io rispondo a modo mio naturalmente. Sul web ci sono molti ‘guru’ che promettono che seguendo i loro consigli si possono leggere 50 e più libri all’ anno anche se si è super impegnati. Io credo che non sia importante la quantità di libri che leggiamo, credo che l’unica cosa davvero importante sia leggere, tanto o poco non importa. Ognuno con i propri ritmi e con le proprie esigenze. Senza necessariamente fare una gara a chi legge di più. Ecco qui i miei consigli per trovare il tempo per leggere, basati sui diritti del lettore stilati da Daniel Pennac nel suo libro Come un romanzo.

Programmare momenti dedicati e/o orari regolari per la lettura

Prima di addentrarmi nel magico mondo dei diritti del lettore di Pennac, ci tengo particolarmente a parlarvi dell’importanza di un momento dedicato alla lettura. Non per tutti funziona bene il consiglio, che spesso si legge in articoli sul web, di approfittare di ogni momento libero, anche solo dieci minuti, per leggere. Ci sono persone che non riescono a staccare facilmente la mente dal lavoro, dalla famiglia, dalla frenesia delle nostre giornate, e queste persone non riusciranno a leggere in dieci minuti liberi, al massimo rimarranno dieci minuti a fissare la stessa pagine, mentre rimuginano su questo o quel problema, su questa o quella faccenda da sistemare, sui bambini da andare a prendere. Questo potrebbe non aiutarle a trovare il tempo per leggere. 

Non servirebbe a nulla!

Può sembrare banale, ma vi assicuro che programmare orari regolari dedicati alla lettura funziona alla grande. Può sembrare che sia solo un altro modo per organizzare il tempo e qualcuno potrebbe dirmi che se si sente obbligato a leggere in quel momento perché è quello che da agenda è dedicato alla lettura, la qualità ne risenta. Tuttavia, io credo che la cosa importante sia scegliere bene gli orari che vogliamo dedicare alla lettura, e soprattutto far diventare questo tempo un momento prezioso della nostra giornata o settimana, un momento da anelare, un rito irrinunciabile.

A questo punto non sarà più importante se questo tempo sarà mezz’ora, un’ora o più, sarà un tempo che ci siamo conquistati e che quindi saremo più propensi a non voler sprecare con distrazioni o sostituendolo con altro. Questo tempo, non è un tempo normale, è un tempo speciale che dedichiamo a coccolarci e per questo è molto prezioso e difficilmente rinunciabile.

 

  1. La lettura non è una gara di quantità o velocità e nemmeno un obbligo, ovvero il diritto di non leggere

La lettura è una cosa molto personale, c’è chi legge molto, chi legge poco, chi legge velocemente e chi lentamente. Inoltre, non tutti i libri sono uguali, ci sono libri più leggeri e libri più impegnativi. Per questo considerare la lettura una gara a chi avrà letto più libri alla fine dell’anno non vi aiuta di certo a trovare il tempo per leggere.

Se leggiamo solo per raggiungere uno scopo legato alla quantità, rischia di venire meno il piacere, che è e deve essere in cima ai nostri motivi per leggere. Obbligarsi a leggere rischia di andare a ledere quelli che per Pennac sono i diritti del lettore,il primo dei quali è il diritto di non leggere, perché leggere non deve essere un obbligo, non si deve farlo per forza. La lettura dev’essere un piacere e solo se leggiamo con piacere potremo ricavare dai nostri libri insegnamenti, conoscenze, spunti di crescita e di riflessione. Quindi il mio primo consiglio è: TAKE IT EASY, prendila con leggerezza e vedi la lettura come un piacere. Per le cose che ci piacciono davvero alla fine il tempo lo troviamo.

Se non ci piace non facciamolo. E non importa nemmeno la quantità di tempo che riusciamo a ricavarci, è importante che sia tempo dedicato.

  1. Non sentiamoci obbligati a leggere tutto, ovvero il diritto di saltare le pagine

A volte saltiamo il momento lettura perché siamo arrivati in qualche punto del libro che troviamo noioso o poco appassionante e quindi da un lato non vediamo l’ora che quelle pagine siano finite per sapere come procede la storia, ma dall’ altro non abbiamo molta voglia di riprendere quelle pagine noiose. Io sono d’accordo con Pennac, smettiamo di sentirci in colpa perché vogliamo saltare delle pagine che noi riteniamo inutili, saltiamole e basta, e proseguiamo con la nostra lettura che tornerà ad essere un piacere.

  1. Avere aspettative adeguate, ovvero il diritto di non finire un libro

Con aspettative adeguate non mi riferisco a una cosa come scegliere i libri in base al nostro grado di istruzione, o sciocchezze simili. Quello che intendo è che è importante scegliere il libro o i libri da leggere sulla base di quanta attenzione pensiamo di poterci dedicare. Non tutti i momenti sono uguali, non tutti i periodi sono uguali.

Se stiamo vivendo un momento difficile o particolarmente faticoso o impegnativo della nostra vita non significa che dobbiamo necessariamente smettere di leggere. Basta scegliere un libro meno impegnativo, qualcosa di più adatto al momento che stiamo vivendo e alla concentrazione che abbiamo.

E se un libro non vi piace non abbiate alcuna remora ad abbandonarlo. Il diritto del lettore di non finire un libro è un diritto sacrosanto.  

  1. Il fascino dei libri che abbiamo amato, ovvero il diritto di rileggere

Se la lettura è un piacere, perché negarci il piacere di rileggere un libro già letto? A volte la seconda lettura è addirittura migliore della prima e rileggere un libro che abbiamo molto amato dà una carica speciale e rende il momento della lettura un rito quotidiano a cui non vogliamo rinunciare. Quindi bando a qualunque remora, rileggete pure i libri che vi sono tanto piaciuti e riassaporate le parti di essi che avevate dimenticato! Il tempo per leggere si trova sempre quando stiamo leggendo qualcosa che ci piace tanto, no?

  1. Tutti i libri vanno bene, ovvero il diritto a leggere qualsiasi cosa

A volte ci sentiamo intimoriti dalle persone che leggono “solo libri impegnati” o “solo saggi, perché i romanzi sono una perdita di tempo”, e ci sentiamo giudicati se non leggiamo anche noi gli stessi tipi di libri. Questo può inibire la lettura e di conseguenza non troviamo il tempo per leggere. Io trovo che, invece abbia ragione Pennac, rivendichiamo il nostro diritto a leggere qualunque cosa vogliamo, anche se è un libro leggero, o quello che qualcuno potrebbe definire “un cattivo libro”.

Nessuno ha il diritto di giudicare le scelte di lettura degli altri!

  1. Emozioniamoci, ovvero il diritto al bovarismo

Questa è una delle cose che preferisco della lettura, emozionarmi. È meraviglioso ridere, piangere, soffrire, angustiarsi e gioire insieme ai personaggi di una bella storia, entrare nella storia così tanto da sentircela sulla pelle. Se pensate di non riuscire a trovare il tempo per leggere, cercate di ricordarvi come vi sentite quando leggete una bella storia, sono sicura che non vorrete più privarvi di queste sensazioni!

  1. L’angolo di lettura, ovvero il diritto di leggere ovunque

Come accennato prima, è importante che il tempo per la lettura sia un tempo dedicato, che diventa prezioso perché è un momento per coccolarci. È quindi importante avere un nostro angolo di lettura, uno spazio nostro in cui ci piace tuffarci in un buon libro, magari con una bella tazza di tè caldo in inverno o una limonata fresca d’estate. Momenti magici! Questo aiuta a rendere la lettura un rito quotidiano di cui non potrete più fare a meno.

Tuttavia ciò non significa che si debba leggere solo in un tempo e in un luogo dedicati. Ogni luogo può diventare un angolo lettura, se non abbiamo problemi a concentrarci anche in mezzo ad altra gente. Possiamo quindi scegliere di spostarci con i mezzi pubblici invece che con l’auto e sfruttare quel tempo per leggere, oppure mentre siamo in coda dal medico, al supermercato, o come dice Pennac, perfino in un gabinetto!

  1. Non sempre la quantità di tempo è determinate, ovvero il diritto di spizzicare

“È la libertà che ci concediamo di prendere un volume a caso della nostra biblioteca, di aprilo dove capita e di immergercisi un istante, proprio perché solo di quell’istante disponiamo.”

Questo diritto che noi lettori abbiamo è molto importante perché può essere un motore per ripartire a leggere, per conquistarci il nostro tempo dedicato alla lettura, perché sfogliando un libro a caso nella nostra biblioteca potremmo rimanere folgorati o rapiti da ciò che leggiamo, al punto da dover per forza trovare un nostro momento per continuare quel libro. E ci dice che anche quando pensiamo di non avere tempo, un po’ lo possiamo trovare anche solo per curiosare tra le pagine.

  1. La magia del suono delle parole, ovvero il diritto di leggere ad alta voce

“L’uomo che legge a viva voce si espone completamente agli occhi che lo ascoltano…”

Leggere ad alta voce è magico, io l’ho provato sulla mia pelle e vi assicuro che è un’emozione. Proprio quando pensavo che non avrei potuto trovare il tempo per leggere un altro libro, inizio quella che potrebbe sembrare una “mission impossibile”: leggere Il Conte di Montecristo ad un amico che non riesce a leggere. È una scommessa con me stessa, non posso credere che ci sia chi non riesce ad emozionarsi con un libro. E così è iniziata la nostra avventura insieme a Edmond Dantès ed è qualcosa di magico e di potente. Io leggo, lui ascolta e insieme ci immergiamo in questa fantastica storia e ci sproniamo poi a vicenda per trovare il tempo nelle nostre frenetiche vite da dedicare a questa lettura. Meraviglioso!

Un’alternativa può essere unirsi a un gruppo di lettura. Avere un obiettivo comune può sicuramente aiutare a ricavarci il tempo per leggere e gli stimoli che riceviamo dalla discussione con altri che stanno leggendo o hanno letto lo stesso libro sicuramente possono ispirarci nella scelta di altri testi da leggere insieme.

  1. La magia del silenzio, ovvero il diritto di tacere

L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire. Non gli offre alcuna spiegazione definitiva sul suo destino ma intreccia una fitta rete di connivenze tra la vita e lui”.

Ecco, io penso che questo significhi che non si deve necessariamente parlare, condividere, dire tutto sulle nostre letture, perché sono momenti nostri e a volte vogliamo proprio che rimangano così, solo nostri. E sono magici e irrinunciabili, quindi perché non fare un piccolo sforzo per ricominciare a leggere?

Buona lettura a tutti!

 

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