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Dio di illusioni

Dio di illusioni

Dio di illusioni è il folgorante esordio di Donna Tartt (la scrittrice de Il Cardellino per intenderci). Ed è folgorante sin dalle prime pagine, anzi, sin dalle prime righe:

Forse che una cosa come “il fatale errore”, quell’appariscente, cupa frattura che taglia a metà una vita, può esistere al di fuori della letteratura?

Cinque amici e un cadavere

Cinque amici e un cadavere: è così che si presenta Dio di illusioni.  Un corpo precipitato da un burrone e un gruppo di amici devastati dal dolore per la perdita? Non proprio. Ed è fin dall’inizio che questo romanzo si contraddistingue. Capiamo fin da subito che Bunny è stato fatto precipitare giù e che gli amici tutto sono fuorché disperati.

Con un lungo flashback, scopriamo che tutto ha inizio quando Richard, appassionato di greco e stanco della solitudine, viene ammesso ad Hampden, un prestigioso college del Vermont e decide di partire dalla California e continuare lo studio del greco classico. Ad Hampden entra nel piccolo microcosmo dell’affascinante professor Julian Morrow e dei suoi unici 5 studenti. 

Via d’uscita o fragile illusione?

Per Richard questo gruppo rappresenta la speranza di uscire dalla terribile solitudine in cui fino a quel momento era costretto a vivere. È un gruppo di ragazzi privilegiati, molto diversi da lui, che sono alla costante ricerca della bellezza e del piacere, attraverso il fascino che il mondo antico e quel carismatico professore esercitano su di loro. 

Tuttavia, questo mondo si rivela solo una fragile illusione, pronta ad essere sgretolata quando un vento impietoso farà crollare quel castello di carte, scoperchiando segreti, meschinità e fragilità di quel microcosmo. 

Il suo sguardo – inerme, folle – mi colpì come una manganellata: all’improvviso mi sentii addosso tutta l’amara, irrevocabile realtà della nostra azione, la sua malvagità. 

Un piccolo capolavoro

Questo romanzo è un piccolo capolavoro di indagine psicologica dei personaggi, tutti peculiari a modo loro e che sviscerano tematiche importanti come la ricerca del proprio posto nel mondo, la solitudine, l’amicizia, la fragilità delle basi su cui posano i rapporti, il senso di colpa, l’eterna lotta tra il bene e il male e tra giusto e sbagliato.

È un romanzo costruito magistralmente, che forse perde un po’ di forza nel finale, ma che nel complesso è decisamente ben scritto. 

Non c’è nulla di sbagliato nell’amore per la Bellezza; ma la Bellezza – se non è sposata a qualcosa di più profondo – è sempre superficiale.

 

Titolo: Dio di Illusioni

Titolo originale: The Secret History

Autrice: Donna Tartt

Traduzione: Idolina Landolfi

Casa Editrice: Rizzoli

Pagine: 622

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