Quella degli Hunger Games è una trilogia di romanzi distopici di tipo Young Adult, destinati, cioè, ad un pubblico di giovani. Tuttavia, penso di poter affermare tranquillamente che questi libri sono letti e apprezzati anche da un pubblico adulto (vedi la sottoscritta). La narrativa Young Adult spesso tratta temi che altri tipi di romanzo faticano di più a trattare, come ad esempio l’esplorazione di questioni esistenziali e negli ultimi anni questo tipo di narrativa sta diventando sempre più dark e i giovani protagonisti sono sempre più esposti a rischio di morte, violenza e situazioni crude. Questa trilogia in questo senso non fa eccezione.

ATTENZIONE: per quanta cura io abbia cercato di mettere nella descrizione delle trame, è possibile che ci siano degli spoiler, quindi consiglio a chi non ha alcuna idea della trama di saltare secondo e terzo volume e passare direttamente alle considerazioni. 

Primo volume: Hunger Games

 

Titolo: Hunger Games

Autrice: Suzanne Collins

Casa Editrice: Mondadori

Pagine: 374

Le vicende si svolgono in un futuro distopico, in uno stato chiamato Panem, la cui capitale è Capitol. Tutt’intorno ci sono 12 distretti che, a differenza della ricca e opulenta Capitol City, possono essere anche molto poveri. La povertà è direttamente proporzionale al numero del distretto. La sedicenne Katniss Everdeen vive nel distretto 12, quello più povero, con la madre e la sorella Prim. La sua è già una vita dura, dopo la morte del padre in un incidente in miniera, la madre è stata colpita da depressione ed è Katniss che ha sempre dovuto cercare il modo per sfamare la sua famiglia, che altrimenti sarebbe perduta. Va nei boschi, insieme al suo amico Gale a cacciare di frodo e si forma una sua identità come colei che provvede alla sua famiglia.

Apprendiamo quasi subito che un tempo esisteva anche un tredicesimo distretto, completamente raso al suolo da Capitol City perché si è ribellato durante quelli che vengono chiamati i Dark Days (i giorni bui). Proprio in seguito a questa ribellione, ogni anno vengono estratti a sorte i nomi di un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni per ogni distretto per partecipare agli Hunger Games. Si tratta di uno show televisivo che mira a far divertire gli abitanti della capitale, ma mira soprattutto a ricordare ai distretti il potere di Capitol City. I ragazzi, che una volta selezionati, prendono il nome di tributi, saranno catapultati al’interno di un’arena appositamente costruita e manovrata da un gruppo di strateghi e il loro compito sarà quello di sopravvivere, uccidendo tutti gli altri. Alla fine, infatti, solo uno potrà uscirne vincitore, vale a dire, vivo.

Questo è l’anno dei settantaquattresimi Hunger Games e la vita di Katniss ne verrà letteralmente sconvolta, dopo che una serie di eventi la porterà nell’arena, a dover lottare contro la morte.

Secondo volume: La ragazza di fuoco (Catching fire)

Titolo: la ragazza di fuoco

Titolo originale: Catching fire

Autrice: Suzanne Collins

Casa Editrice: Mondadori

Pagine: 376

La vita sembra quasi tornata alla normalità dopo gli Hunger Games, ma la verità è che i giochi non finiscono mai e men che meno dopo la settantaquattresima edizione. Tante cose sono successe durante gli Hunger Games, prima tra tutte che Katniss ha fatto infuriare Capitol che ora ce l’ha con lei. Subito prima del Victory Tour il Presidente Snow le fa visita minacciandola, lei è terrorizzata e fa di tutto per accontentare Snow, ma questo non le impedisce di notare ciò che sta accadendo nei distretti durante il tour. Ci sono tante, troppe cose che non tornano e sarà Haymitch, il mentore di Katniss e Peeta a fare un po’ di chiarezza. 

 

 

Tuttavia, come si diceva, i giochi non finiscono mai, anche chi ne esce vittorioso è costretto a fare da mentore ai futuri tributi e oltre a ciò, questo è un anno particolare, perché è l’anno della cosiddetta Edizione della Memoria (Quarter Quell). Ogni 25 anni Capitol ne organizza una e per questa terza edizione la capitale ha in serbo qualcosa di spettacolare. 

Terzo volume: Il canto della rivolta (Mockingjay)

 

Titolo: Il canto della rivolta

Titolo originale: Mockingjay

Autrice: Suzanne Collins

Casa Editrice: Mondadori

Pagine: 421

Durante l’Edizione della Memoria è successo qualcosa che non era mai successo prima: l’edizione si è conclusa prima che tutti i tributi fossero morti e qualcuno di loro si è addirittura salvato. Ma la domanda che sorge spontanea una volta che Katniss realizza di essere viva è: dove si trova? Dov’è stata portata? Scopre che insieme a lei ci sono anche Finnick e Beetee. E dove sono Peeta e Johanna? Ancora una volta sarà Haymitch a rispondere a tutte le sue domande, suscitando la sua ira e il suo rifiuto di essere la Ghiandaia Imitatrice (Mockingjay), cioè il simbolo della rivolta dei distretti. Katniss è talmente confusa e arrabbiata da non immaginare nemmeno lontanamente la portata della sua influenza. Sarà Prim a farglielo notare. 

Da questo momento Katniss verrà messa di fronte ai risultati delle varie ribellioni nei distretti e vedrà con i suoi occhi cosa lei significhi per queste persone, come il solo vederla riaccenda gli animi. Questo accenderà anche in Katniss una fiamma che farà di lei il vero simbolo della rivota.

If we burn, you burn with us. (Se noi bruciamo, voi bruciate con noi). 

D’altra parte, Snow ha giurato vendetta e ha dalla sua un’arma capace di destabilizzare anche la Katniss più determinata. Chi vincerà questa guerra che promette di essere sanguinosa come mai prima?

Hunger Games: Considerazioni varie 

Ho divorato questa trilogia, che mi è piaciuta davvero molto. La scrittura scorre veloce tra colpi di scena e suspense e la Collins è davvero brava a creare situazioni e personaggi capaci di mantenere il lettore incollato. La trama è molto ben costruita e, anche se il terzo volume viaggia a un ritmo leggermente più lento degli altri, anche qui non mancano colpi di scena e situazioni mozzafiato. La storia va avanti con un ritmo serrato, quasi ogni capitolo si conclude con un colpo di scena, qualcosa che induce inevitabilmente curiosità nel lettore.

Tutta la trilogia è scritta in prima persona, quindi noi vediamo tutto attraverso gli occhi di Katniss e questo rende la storia molto coinvolgente, soprattutto perché seguiamo gli eventi man mano che accadono. 

Temi 

Innanzitutto, le tematiche affrontate sono varie e difficilmente si ritrovano tante tematiche importanti in un’unica opera destinata a un pubblico adulto:

  • Tematiche esistenziali, come quella dell’esplorazione e della riflessione sull’identità. I personaggi si pongono spesso domande tipiche degli adolescenti: chi sono io? Sono buono o cattivo? Cosa sono destinato a diventare? Qui troviamo molto marcata anche la necessità di rimanere se stessi anche dinanzi a situazioni che mettono a dura prova l’identità. 
  • Empatia con i personaggi:  la Collins è molto brava a delineare i personaggi e il lettore entra facilmente in empatia anche con alcuni di quelli secondari. Non solo il lettore adolescente, ma anche l’adulto è portato a simpatizzare con questi personaggi in perenne lotta tra il bene e il male.
  • Rapporti famigliari: altro tema presente sin dall’inizio, quando ci viene descritto il rapporto conflittuale che Katniss ha con  la madre, che non viene presentata come una figura i riferimento. 
  • Elemento del gioco e della competizione: naturalmente è uno dei temi cardine della trilogia. Gli Hunger Games sono di una violenza estrema, ma tutti, compresi bambini e adolescenti, vi sono abituati, dal momento che vengono trasmessi in TV. La spettacolarizzazione della morte è enfatizzata dal fatto che si basa sull’uccisione di bambini e adolescenti. 
  • Bambini e adolescenti: qui la Collins azzarda. I bambini e gli adolescenti sono normalmente la parte più vulnerabile della società e difficilmente diventano vittime dei sistemi totalitari che, anzi, tendono a proteggerli. Qui invece sono esattamente le vittime sacrificali prescelte, lo strumento attraverso cui Capitol City incute paura e mantiene il potere. 
  • Cibo: il cibo gioca un ruolo importante in tutta la trilogia. La fame è uno dei modi che ha Panem di controllare i distretti, mentre a Capitol City la situazione è esattamente opposta: il cibo è perennemente in eccesso. Il cibo è  indissolubilmente legato alla morte in tutta la serie degli Hunger Games. 

Una società totalitaria 

La società di Panem è una società totalitaria che regna attraverso il divide et impera  di romana memoria e, come la maggior parte delle società totalitarie, dipende dal controllo dell’informazione e dalla manipolazione della realtà, soprattutto attraverso i media. Katniss realizzerà questo a poco a poco, sviluppando un senso critico sempre più accentuato che la porterà alla fine a capire chi sia il vero nemico.

Remember who the real enemy is (Ricorda chi è il vero nemico)

Mano a mano che la narrazione procede e vediamo svilupparsi il senso critico dei personaggi, dimentichiamo che sono solo degli adolescenti, poco più che bambini, siamo così presi dalla storia e da quello che devono sopportare che non pensiamo più alla loro età. 

Il ruolo della memoria

L’epilogo di questa storia ci fa capire quanto la memoria possa avere un ruolo fondamentale per impedire di commettere nuovamente gli errori del passato. In questo possiamo trovare delle analogie con le storie legate all’olocausto. Chi sopravvive a cose di tale orrore e crudeltà da un lato trova conforto e sollievo nel raccontare la propria esperienza, dall’altro ha quasi il dovere di raccontare affinché tale orrore non si ripeta. 

Consiglio assolutamente di leggere la trilogia degli Hunger Games, sarete catturati dalle vicende di questi ragazzi e non ve ne pentirete! 

Se vi piace il genere distopico potete leggere anche la mia recensione di Mondo Nuovo di Aldous Huxley

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