Il Cacciatore di Aquiloni è un libro triste, che prende lo stomaco, ma è anche un libro che parla di perdono, espiazione e rinascita. Leggendo queste pagine ci viene sì un colpo allo stomaco in più di un’occasione, ma ci rendiamo anche conto che alcuni sentimenti sono davvero universali e che, forse, alla fine, ci si può perdonare. 

Hassan: il cacciatore di aquiloni 

Amir e Hassan sono cresciuti insieme in una Kabul benestante e allegra, prima che le vicende di questo secolo la trasformassero in una polveriera pronta ad esplodere in ogni attimo, in un cimitero di polvere, ossa e miseria. Amir e Hassan godono dei privilegi di stare in una grande casa con giardino. Hassan però è un hazara, è un servo ed è molto devoto ad Amir, il quale, invece, nutre sentimenti contrastanti. Ama Hassan, ma è vittima della continua ricerca di affetto del padre, unico genitore che sembra avere quasi una predilezione per il piccolo Hassan, viso rotondo, occhi buoni e labbro leporino.

I due amici crescono a suon di gare di aquiloni ( e Hassan è il miglior cacciatore di aquiloni di tutta Kabul), ma è proprio durante una di queste che accade qualcosa che rimarrà per sempre impresso nei loro cuori, qualcosa che scolpirà per sempre nel cuore di Amir quel senso di vergogna e di colpa che lo porteranno ad azioni dalle quali difficilmente si potrà tornare indietro.

La forza del perdono

“Esiste un modo per tornare a essere buoni” gli dirà molti anni dopo Rahim Khan amico e socio del padre. E Amir verrà catapultato in un attimo in quell’estate degli anni Settanta a Kabul, a quel giorno che mai dimenticherà, a quel viso che da allora si è impresso nel suo cuore per sempre, insieme al senso di colpa e al rimorso.

Questo libro è un viaggio, un viaggio attraverso l’Afghanistan e il Pakistan, ma anche un viaggio attraverso la colpa, il dolore, il rimorso, l’espiazione, un viaggio verso il perdono.

Mi chiesi se quello fosse il modo in cui sboccia il perdono, non con le fanfare di una epifania, ma con il dolore che, nel cuore della notte, fa i bagagli e si allontana senza neppure avvisare.

Forse tutti siamo o siamo stati un po’ Amir, tutti ci siamo ritrovati prima o poi a fare i conti con il nostro passato, magari un po’ scomodo, con qualche errore commesso, con la voglia di far tornare indietro le lancette e fare le cose in maniera diversa. Ma non si può, quello che si può fare è perdonare e perdonarsi. Saprà Amir intraprendere questo viaggio? Saprà affrontare ciò che troverà nel suo cammino?

Questo splendido romanzo di Khaled Hosseini ci dimostra che, forse, non tutto è perduto e che ci può essere una via d’uscita.

 E io ritengo che si sia vera redenzione solo quando la colpa spinge a fare del bene

Un romanzo da leggere col cuore 

Hosseini ci regala un romanzo emozionante, ci coinvolge con la sua scrittura calda e trascinante e ci regala una storia a tratti commovente, sullo sfondo di un Afghanistan che piano piano si consegna nelle mani dei suoi carnefici, assistendo impotente alla sua stessa distruzione. Un romanzo scritto col cuore e che cuore va letto, lasciandoci coinvolgere e trascinare dalla storia di un’amicizia che è anche un viaggio alla riscoperta di sé.

 

Titolo: Il cacciatore di aquiloni

Titolo originale: The Kite Runner

Autore: Khaled Hosseini

Traduzione: Isabella Vaj

Casa editrice: Piemme

Pagine: 390 

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