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Il Velo Dipinto di Somerset Maugham

Il velo dipinto è un romanzo del 1925, ma credetemi se vi dico che vi conquisterà. Come racconta lo stesso autore nella prefazione, la storia comincia a farsi strada nella mente di Maugham quando gli viene raccontata la storia di Pia de’ Tolomei, di cui Dante narra al quinto canto del Purgatorio:

“Deh, quando tu sarai tornato al mondo,
e riposato de la lunga via”,
seguitò ‘l terzo spirito al secondo,
“ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che ‘nnanellata pria
disposando m’avea con la sua gemma”.»

Pia era una gentildonna senese il cui marito sospettava di tradimento e per questa ragione la mandò nel suo castello in Maremma, non osando metterla a morte per paura della reazione dei familiari. Sperava sarebbe rimasta uccisa dai mefitici vapori del luogo, ma poiché questo non accadde, alla fine la fece gettare dalla finestra. (Clicca qui se vuoi saperne di più su Pia de’ Tolomei)

Noia e frivolezza

Kitty è una donna bella e frivola che decide di sposare Walter Fane, un uomo innamoratissimo di lei, ma che invece lei non ama. La decisione di sposarlo pare arrivare inaspettatamente e puramente per ragioni non sentimentali: la paura di rimanere zitella (nonostante i molti pretendenti) da un lato e l’orgoglio di impedire alla sorella, meno bella e più giovane di lei, di sposarsi prima e meglio. Tuttavia Kitty non ama Walter, anzi, a tratti lo disprezza. Walter è un uomo mite e gentile e la ama nonostante la sua indifferenza. I due si trasferiscono subito dopo le nozze a Hong Kong, dove Kitty presto si innamora di Charlie Townsend e i due presto diventano amanti. Charlie è bello, di successo (Walter è solo un batteriologo, mentre Charlie è il vice governatore della colonia) e Kitty arde di passione per lui. 

Dalle stelle…

Walter, una volta scoperto l’adulterio, si dice disposto a lasciar andare Kitty, a condizione che anche Charlie divorzi dalla moglie e la sposi. Nell’eventualità che questo non dovesse succedere, lei sarebbe costretta a seguire Walter a Mei-tan-fu, un villaggio funestato dal colera, dove lui andrà a prestare servizio come medico. Se ricordate la storia di Pia de’ Tolomei potete immaginare dove finisce Kitty ed è proprio qui che comincia la parte interessante della storia. Costretta in un luogo inospitale, colpito da un’epidemia mortale, priva delle comodità e delle agiatezze a cui era abituata Kitty inizia un viaggio interiore. E sarà un viaggio di crescita personale per lei, che segnerà un’evoluzione dell’anima. Il cammino è duro, irto di sofferenza e di difficoltà, ma è un cammino verso la redenzione e la purificazione dell’anima. 

Il velo dipinto

La crescita spirituale e psicologica della protagonista è uno degli elementi più importanti e più interessanti del romanzo e il velo dipinto rappresenta proprio la vita frivola e votata all’apparenza che Kitty conduceva. Il titolo del romanzo viene da una poesia di Percy Bisshe Shelley (clicca qui per il sonetto completo):

“Non sollevare quel velo dipinto, che quelli che vivono chiamano vita”.

Il velo dipinto è una storia anche di perdono, oltre che di crescita e di scoperta dell’altro. Attraverso uno stile scorrevole ed elegante, Maugham ci fa scoprire la Hong Kong degli anni venti, complici anche le sue meravigliose descrizioni, e pian piano ci fa scoprire le caratteristiche di personaggi ben costruiti e convincenti. Molto potente è anche la netta differenza tra la sfarzosa Hong Kong e la misera, brutta e morente Mei-Tan-Fu. 

Questo libro è un piccolo gioiello che non potete perdere, credetemi. 

 

Titolo: Il velo dipinto

Titolo originale: The Painted Veil

Autore: Somerset Maugham

Traduzione: Franco Salvatorelli

Casa Editrice: Adelphi

Pagine: 234

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