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Ti prendo e ti porto via – Niccolò Ammaniti

Ti prendo e ti porto via
Ti prendo e ti porto via è uno dei primi libri di Ammaniti che ho letto ed è stata la consacrazione di un amore che dura ancora oggi. 
Ti prendo e ti porto via è ambientato in un paesino del Lazio, Ischiano Scalo, dove corrono parallele la storia di Pietro Moroni, seconda media, una famiglia disastrata e tutti i problemi dell’adolescenza, e quella di Graziano Biglia, musicista fallito che rientra nel paese natale per aprire una jeanseria. Storie di periferia che si dipanano tra momenti tragicomici descritti con maestria e abilità e momenti molto profondi e a volte commoventi.
 

L’adolescenza difficile di Pietro

Pietro è un ragazzino alle prese con i problemi dell’adolescenza, i bulli della scuola, il primo amore, il senso di inadeguatezza, il desiderio di essere accettato, la paura di essere diverso. Il tutto senza avere alle spalle una famiglia che lo supporti. Pietro ha due grandi passioni: la sua amica Gloria (e suo grande amore segreto) e i piccoli animaletti. E’ costretto a crescere un fretta, destreggiandosi tra una famiglia malandata (una madre depressa e un padre alcolizzato e violento) e una scuola miseramente incapace di proteggerlo dai bulli. E cos’ “il cazzone” come lo chiamano i bulletti è spesso costretto ad affrontare situazioni più grandi di lui e a trovare da solo la via per la salvezza. 

Graziano Biglia, l’eterno ragazzo

Graziano Biglia, musicista e dongiovanni semi-fallito, dopo aver girato il Sudamerica suonando, si innamora di una valletta televisiva e sogna di sposarla e aprire una jeanseria con lei. Torna quindi al suo paesino natale, Ischiano Scalo appunto, per preparare tutto il necessario per l’arrivo di Erica Trettel.
Le cose non andranno proprio come previsto, ma si apriranno nel frattempo possibilità interessanti per lui. Incontra infatti la professoressa Flora Palmieri uno dei personaggi ottimamente riusciti di questo romanzo, insegnante di Pietro e Gloria, ma non saprà gestire in modo adeguato il rapporto con lei. 
 

Ti prendo e ti porto via

Le due storie scorrono parallele, toccandosi appena di tanto in tanto e unendosi poi nel finale. In un continuo di episodi tragicomici, situazioni grottesche e scherzi del destino si fanno strada i vari personaggi così assurdi e strampalati eppure così orrendamente reali, a volte ai limiti del paradosso. Sullo sfondo si consuma la tragedia di un ragazzino che non sa se sopravvivrà a quel passaggio vorticoso della vita che è l’adolescenza, e quella di un uomo-ragazzino che ha il non-dono di fare sempre la scelta sbagliata. 
La trama è intessuta magistralmente, eventi e personaggi si incastrano l’uno con l’altro come tessere di un puzzle fino a quell’epilogo inatteso e spiazzante, dove però tutto sembra trovare il proprio posto. I personaggi sono veramente ben delineati, con caratteristiche peculiari e alcuni di loro sono veramente caratteristici e in alcuni momenti poi ci si scompiscia letteralmente dalle risate. Ammaniti si dimostra già quell’abile narratore che poi troverà in Io non ho paura la sua consacrazione. Personaggi egregiamente delineati, perfetto equilibrio tra tragico e comico e finale con sorpresa. Cosa vogliamo di più?
 

Ma vogliamo parlare di Italo Miele?

Non potevo non dedicare uno spazio a quel personaggio straordinario che è Italo Miele. Si tratta di un personaggio secondario, ma indimenticabile. E’ il bidello della scuola di Pietro e Gloria, un uomo obeso e rozzo, che si rende protagonista lungo tutto il romanzo di scene tragicomiche. Tradisce spesso la moglie con delle prostitute ed è proprio con una delle sue prostitute preferite che si rende protagonista di una delle scene più esilaranti di tutto il romanzo, ai limiti del grottesco. Vi assicuro che non dimenticherete tanto facilmente Italo Miele.

Fun facts

Concludo con due piccole curiosità. La prima riguarda i nomi dei personaggi di Niccolò Ammaniti, che sono spesso interessanti e mai banali, spesso anzi comici, grotteschi e quasi sempre perfettamente aderenti alla personalità. Italo Miele o Quattroformaggi sono degli ottimi esempi. La seconda curiosità riguarda il fatto che da questo romanzo nasce la canzone omonima di Vasco Rossi, Ti prendo e ti porto via

 

Titolo: Ti Prendo e Ti Porto Via

Autore: Niccolò Ammaniti

Casa Editrice: Einaudi

Pagine: 522

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